Il calice di Pitagora (o coppa pitagorica) è un ingegnoso contenitore che sfrutta le leggi della fisica per impedire a chi lo utilizza di bere eccessivamente. Apparentemente sembra un normale calice, ma nasconde un meccanismo interno che causa lo svuotamento totale del liquido se viene superato un certo livello.
Struttura e Funzionamento
Il segreto del calice risiede in una colonna centrale cava che contiene un condotto a forma di U rovesciata.
- Ingresso e Condotto: Un'apertura si trova vicino alla base interna della coppa, collegata a un tubicino che sale fino quasi alla sommità della colonna centrale per poi ridiscendere e uscire attraverso il fondo dello stelo.
- Vasi Comunicanti: Quando si versa il liquido, questo sale contemporaneamente nel calice e nel braccio corto del condotto interno, seguendo il principio dei vasi comunicanti.
- Effetto Sifone: Se il liquido supera il culmine della "U" (la linea di massima capienza), la gravità lo spinge lungo il braccio più lungo del condotto verso l'uscita. Questo innesca un sifone che, a causa della pressione idrostatica, aspira l'intero contenuto del calice finché non è completamente vuoto.
Storia e Simbolismo
L'invenzione è attribuita al filosofo e matematico greco Pitagora di Samo intorno al 530 a.C..
- La leggenda: Si narra che Pitagora l'avesse ideata durante i lavori per l'acquedotto di Samo per moderare il consumo di vino degli operai; chi cercava di berne più della propria razione finiva per perdere tutto, bagnandosi le gambe.
- Il significato morale: È nota come "coppa della giustizia" o "coppa della moderazione". Serve da insegnamento etico: chi è avido e vuole troppo finisce per perdere anche ciò che ha già ottenuto.